Troppe le 30 richieste per il tempo pieno di Ceserano

Gli alunni ridotti a 24 in base a precisi criteri di selezione

La facciata della scuola Primaria di Ceserano
La facciata della scuola Primaria di Ceserano

Con una circolare del 10 febbraio la Dirigente dell’I. C. “A. Moratti”, Paola Bruna Speranza, ha reso nota la composizione della classe prima della Primaria a tempo pieno di Ceserano. Le richieste di iscrizione erano 30, ma le comunicazioni del sindaco Paolo Grassi e del responsabile alla Sicurezza, ing. Andrea Fabbri, in merito al numero massimo di alunni – 24 – che potevano essere ospitati nell’aula, ha costretto il Consiglio d’Istituto a procedere ad una selezione in base a precisi criteri – disabilità, appartenenza al bacino d’utenza, presenza di fratelli nella scuola… – ciascuno portatore di un punteggio. Sei ragazzi, pertanto, dovranno essere iscritti in uno degli altri plessi di Scuola Primaria, a Fivizzano o a Monzone oppure anche altrove, se le famiglie lo ritengono. La vicenda dà spunto per diverse considerazioni: innanzitutto in merito al fatto che un edificio scolastico ristrutturato ed ampliato di recente non sia stato concepito per non avere limitazioni numeriche di questo tipo. Ma ancor più importante è la riflessione da fare sui nuovi bisogni delle famiglie. Era il 2007, quando fu concessa l’istituzione del tempo pieno a Ceserano, dove già si facevano più “rientri pomeridiani”, anche per la buona volontà delle insegnanti. Quell’anno non fu possibile dar vita ad una prima perché la scelta non fu condivisa da un numero sufficiente di famiglie. Si partì da un’altra classe, per salvarlo per gli anni scolastici successivi. Ora, dopo 10 anni, Ceserano non è in condizione di accettare le richieste di iscrizione, provenienti da tutte le zone del Comune, anche se non è fornito il servizio di trasporto fuori bacino d’utenza. È la dimostrazione che molte famiglie (30 bambini rappresentano oltre la metà dei nati in un anno) sono in difficoltà per questioni di lavoro o di altro tipo, ma anche, forse, che preferiscono quella organizzazione didattico-educativa. Siccome è improbabile che il tempo pieno venga concesso ad altri plessi, riteniamo che si possa venir incontro alle esigenze famigliari, potenziando e rendendo più accoglienti i Centri didattico-ricreativi presenti a Monzone (dove venne istituito il primo) e a Fivizzano; da poco ne è stato aperto uno anche a Casola. In essi, che dipendono dalla Società della Salute, operano animatrici e, come volontari, anche insegnanti in pensione. Per il servizio che rendono stanno avendo un numero crescente di adesioni. (a.f.)

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