Paesi di Lunigiana: una cartolina da Treschietto

11TreschiettoIl paese di Treschietto si trova nell’alta valle bagnonese, alle prime falde del massiccio del Sillara (m.1832), che divide la nostra provincia da quella di Parma: da sempre un crinale amico, che ha unito toschi e parmigiani. Già feudo dei Marchesi Malaspina, Treschietto era ben difeso da un imponente castello costruito su uno sperone a strapiombo tra i due torrenti Bagnone e Acquetta. Per questo rappresentava una posizione strategica molto importante in quanto, in poche ore di cammino, era possibile raggiungere l’alta Val di Parma, in particolare Corniglio e Valditacca, percorrendo mulattiere ben battute e conservate. La storia della potente famiglia Malaspina è stata ampiamente documentata dall’abate di Treschietto, don Francesco Finali, appartenente a una delle più antiche e illustri famiglie del paese. Il nipote don Giuseppe Finali, a sua volta parroco di Treschietto, nel 1827 terminò di compilare un lungo manoscritto di ben 1007 pagine, contenente i fatti più importanti relativi alle famiglie del luogo e le notizie sull’ultimo feudatario Carlo Emanuele, conte di Naj e Richecourt, che ricevette l’investitura da Francesco Stefano di Lorena nel 1747. Il conte di Richecourt, ricoprendo cariche importanti a Firenze, ove morì il 5 settembre 1789, non venne quasi mai a Treschietto. Così il feudo ritornò all’impero d’Austria, che a sua volta lo cedette al Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, mentre avanzava la Rivoluzione francese che decretava la soppressione dei feudi ancora esistenti. Questa è la storia, trascritta in un manoscritto conservato nell’archivio parrocchiale di Treschietto. A distanza di secoli la frazione bagnonese è molto cambiata e come quasi tutti i borghi della nostra vallata ha subito un drastico spopolamento dopo la Seconda guerra mondiale. Chi è partito, però, non ha reciso le radici. Anzi, con determinazione, intelligenza e sacrificio, ha risistemato le vetuste case degli avi per farvi ritorno durante i periodi delle ferie, in particolare nel mese di agosto. Accanto ai resti della torre malaspiniana svettano argentei ulivi che regalano agli agricoltori pregiato olio. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, è stata completamente restaurata e per la festa patronale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a fine giugno, rientrano gli emigranti mantenendo fede alle tradizioni dei padri. Attualmente, in paese, funziona l’ostello “La stele”, che è stato definito dal sindaco Carletto Marconi, che abita proprio a poca distanza, “porta del Parco dell’Appenino Tosco-Emiliano”. Costato una mole di denaro pubblico, l’ostello, totalmente rimesso a nuovo e a norma, può ospitare oltre cinquanta persone. Qui si svolgono incontri per meglio conoscere le bellezze naturali di un luogo ancora incontaminato, a cui seguono camminate ed escursioni con il supporto degli esperti. Terra della cipolla dolce, la cui bontà ha varcato i confini della Lunigiana, tanto da essere citata da chef importanti, Treschietto è un borgo orgoglioso del “suo” figlio più famoso: Gianluigi Buffon. Il fuoriclasse della Juventus e della Nazionale, che il mondo ci invidia, ha qui il suo buon ritiro: nella grande casa, che fu della bisnonna Leopolda e della nonna materna Teresa Paolini, custodisce indelebili amarcord circondato dalla stima e dall’affetto dei treschiettesi. Da sottolineare anche le sagre della cipolla e della farina dolce, che attirano ogni anno un numero enorme di buongustai, che alle leccornie preparate dalle massaie e dal Circolo La Torre uniscono le emozioni dei tramonti che circondano le cime dell’Appennino.

Ivana Fornesi

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