Emiliano Gucci: la lunga e terribile giornata di “Voi due senza di me”

06voi_due_senza_di_meHo incontrato Emiliano Gucci nel 2004 dietro consiglio di un eccellente scrittore toscano, Marco Vichi, che con molta generosità si presta ad incoraggiare e sostenere con amicizia partecipe altri colleghi, spesso agli esordi. In quel caso si trattava di “Donne e topi” (Fazi 2004) che mi piacque e mi portò a seguire Gucci nel prosieguo della sua attività con “Sto da cani” (Fazi 2006), “Un’inquilina particolare” (Guanda 2008), “L’umanità” (Elliot 2010) e “Nel vento” (Feltrinelli 2013).
Oggi si ripropone con “Voi due senza di me” (Feltrinelli pagg. 223 Euro 16). In una mattinata luminosa alla stazione di Firenze Michele attende Marta, che ogni mattina arriva per andare al lavoro in un negozio in città. Sono dieci anni che non si vedono , da quando una disgrazia immane ha rotto la coppia felice portandoli alla separazione: il figlio piccolo è morto , affogato, durante una gita, in circostanze accidentali che hanno lasciato i due alle prese con dubbi tanto atroci quanto insostenibili. Michele non l’ha mai dimenticata e non riesce a non riproporsi nella vita di Marta pur sapendo che lei si è ricostruita un altro rapporto. Sarà una lunga giornata in cui con vertiginosa rapidità ripercorreranno le loro vite con l’incubo sempre presente dell’accaduto a tracciare l’impossibilità di un futuro di nuovo insieme, si allontaneranno di nuovo.
Con un salto di dieci anni in un mattino castigato da una abbondante nevicata, sempre a Firenze Marta si presenta nel negozio dove Michele lavora per proporre a sua volta un ricongiungimento. Sarà anche questa una lunga e terribile giornata anche perché l’uomo si è ricostruito un rapporto che lo ha reso di nuovo padre. Come allora Michele anche Marta non si arrende provocando in ambedue una sorta di sisma da cui non si può neppure immaginare l’esito.
La speculare ricerca di se mostra il legame fortissimo che mai è cessato, e se la razionalità di entrambi si colloca sul lato dell’impossibilità di un ritorno la passione mai evidentemente sopita, i sentimenti mai del tutto esclusi suscitano desideri, o sogni , ineludibili. Un rapporto straordinario raccontato con la precisione di una scrittura che da subito fin dagli esordi ci ha mostrato un autore attento, in una scrittura serrata quanto di delicata avvolgenza , capace di misurarsi sul terreno della costruzione di storie che non basta definire ineccepibili nella loro composizione stilistica ma cui bisogna riconoscere un rispetto , un’attenzione ed un pudore di difficile ottenimento.
Qui bisogna aggiungere che lo svolgersi degli eventi è osservato e commentato da un terzo personaggio costitutivo e determinante del tutto: il bambino che non c’è più ,almeno nella sua materialità,costituisce quasi un controcanto attraverso il quale non solo emerge la nostalgia di quel che dovrebbe essere ma anche una nuova prospettiva. Non era facile per dirla banalmente giocarsela così , poteva risultarne un semplice marchingegno narrativo ed invece diventa sostanza ineludibile e necessaria.
Sempre attento ai risvolti più profondi del nostro essere al mondo in quel groviglio inestricabile di una vita che momento per momento ci chiede il conto di tutto ciò che ci attraversa e ci contiene, questo romanzo si propone e ci offre momenti di quasi sfinita malinconia e desiderio e colloca Emiliano Gucci nel novero degli scrittori del nostro tempo veramente e sinceramente imprescindibili.

Ariodante Roberto Petacco

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