Inaugurata la variante di Santa Chiara ma non è il caso di festeggiare

Ancora lontana la variante di Piandimolino, forse l’opera davvero attesa dagli abitanti di Gassano

Il taglio del nastro della variante di Santa Chiara a Gassano
Il taglio del nastro della variante di Santa Chiara a Gassano

Il 20 dicembre è stato tagliato il nastro tricolore per inaugurare la variante di Santa Chiara a Fivizzano mentre la banda della Scuola musicale intonava l’inno d’Italia. La cerimonia, preceduta dai discorsi del sindaco Paolo Grassi e dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e seguita dalla benedizione ad opera di Don Francesco, si è conclusa con un ricco buffet, a base di vin brulè e polenta incatenata. Erano presenti anche il sindaco di Casola e presidente dell’Unione di Comuni Riccardo Ballerini, il sindaco di Bagnone Carletto Marconi, l’ex sindaco di Fivizzano Loris Rossetti, qualche amministratore comunale, tecnici e maestranze dei vari Enti. Pochi i cittadini “comuni”. Il sindaco Grassi nel suo intervento ha ripercorso le tappe principali del lungo e tribolato cammino di costruzione dell’opera, evidenziando il contributo dato dai vari amministratori che si sono succeduti in Comune, Provincia e Regione. L’assessore regionale ha, invece, evidenziato il significato del nuovo tracciato stradale – di 2 chilometri con una galleria di 174 metri- e il grande apporto finanziario della Regione e, in misura minore , della Provincia. Ha parlato di 27 milioni di euro, di cui 3 a carico della provincia. In altre occasioni avrebbe dato cifre più alte. Ha anche annunciato la disponibilità di ulteriori 5 milioni, provenienti da fondi europei, per dare compimento alla variante, secondo quanto previsto dal progetto originario, con la realizzazione di un cavalcavia sulla ferrovia nei pressi della cartiera di Gassano, per eliminare l’attuale anello di innesto con la vecchia variante comunale, che è stato una soluzione di ripiego (?). Entrambi gli oratori hanno spesso abbinato la parola “festa” all’inaugurazione.

Un momento dell'inaugurazione della variante S. Chiara
Un momento dell’inaugurazione della variante S. Chiara

In effetti l’inaugurazione di un’opera pubblica non può che essere considerata un momento di festa, perché sicuramente è stata concepita e realizzata per dare un servizio ai cittadini, per risolvere un loro problema, in questo caso della viabilità, per migliorare le condizioni di vita in un determinato contesto, piccolo o grande. In realtà qualche obiettivo in questa direzione la variante sembra averlo raggiunto: l’eliminazione dello stretto percorso della variante comunale – a senso unico per i tir e i camion- presso la stazione di Gassano ed anche del passaggio a livello e della strettoia di Santa Chiara, spesso teatro di incidenti. Però per gli abitanti della Valle del Lucido la variante attesa da decenni non è quella inaugurata, ma quella che dovrà aggirare il paese di Gragnola ed evitare due passaggi a livello, uno all’inizio, l’altro al termine dell’abitato stesso. E continuano a domandarsi perché le due opere non siano state concepite insieme, almeno progettualmente. Fortunatamente il sindaco Grassi ha dichiarato che il progetto per arrivare a Piandimolino, dalla piazzola esterna alla galleria, completerà l’iter di approvazione nell’arco di qualche mese. E la realizzazione? Non sarà facile reperire i finanziamenti (regionali?, provinciali?), anche se l’assessore Ceccarelli ha lasciato aperto uno spiraglio sulla utilizzazione dei sopracitati fondi europei, dicendo: “Se ne può parlare”, di fronte ai mormorii e alla domanda: “Perché non impiegarli per la Piandimolino?”.

L'esecuzione dell'inno d'Italia da parte della banda della Scuola musicale durante l'inaugurazione della variante S. Chiara
L’esecuzione dell’inno d’Italia da parte della banda della Scuola musicale durante l’inaugurazione della variante S. Chiara

Lo stesso Grassi ha sollecitato l’impegno in tale direzione degli amministratori dei vari Enti, a partire dal consigliere regionale Giacomo Bugliani. Questa aspettativa andata delusa, aggiunta all’entità della spesa e ai lunghi tempi di costruzione – oltre 12 anni, con un protocollo di intenti sulla opportunità di un’opera, che eliminasse 3 passaggi a livello, le varie strettoie e desse sicurezza viaria ai paesi a monte in caso di sisma, firmato da Regione, Anas, Ferrovie, Provincia e Comune circa 30 anni fa -, ad innesti con la vecchia viabilità non proprio agevolissimi, ha scatenato sui social commenti negativi ad alzo zero su tutto e su tutti, ripetuti a seguito della vicenda del pullman di visitatori di Pietrasanta al Presepe di Equi. Al rientro, la sera del 26, è rimasto in panne presso Gragnola e ha bloccato per circa due ore il traffico nei due sensi, fino all’arrivo dei vigili del fuoco e della protezione civile. è stato facile riparlare di tappo pericoloso (se c’era un’emergenza?) della viabilità in quel tratto, con una bordata di offese, e ribadire la necessità della variante per Piandimolino. Per questo in molti, anche in modo sgangherato, come oggi è costume, hanno detto che non era il caso di far festa. Andreino Fabiani

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