“Se fossi un maestro di musica salverei il Gobbo!”

Martedì 16 gennaio al Cinema Manzoni di Pontremoli la possibilità di assistere, in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Londra, ad una delle più famose e apprezzate opere di Giuseppe Verdi: “Rigoletto”. 

02Rigoletto“Se fossi un melomane salverei ‘Traviata’, ma se fossi un maestro di musica salverei il Gobbo!”. Così Giuseppe Verdi rispondeva a chi gli chiedeva quale opera della sua vasta produzione avrebbe strappato dall’oblio di un ipotetico incendio.
E il perché il grande compositore decida di salvare il “Gobbo” (titolo con cui il compositore chiamava scherzosamente il “Rigoletto”, identificandolo nella caratteristica fisica del protagonista) lo si capisce dalla centralità che l’opera ha nella sua produzione, perché rappresenta forse il primo vero atto di svolta, l’opera più sperimentale dal punto di vista della drammaturgia musicale prima dell’ultima grande stagione creativa.
Gli elementi compositivi, in se stessi, sono per lo più tradizionali, ma vengono fusi insieme in maniera nuova ed emozionante. Infatti, con Rigoletto, il melodramma verdiano si svincola volutamente dai modelli consueti, a cominciare dagli argomenti che escono completamente dalla moda librettistica del tempo e infatti dovette combattere non poco per riuscire a far passare il libretto (che del resto presenta una classe dominante fatta da cortigiani amorali, che passano il tempo a spettegolare di amanti e corna, o a tessere trame crudeli).
Ma Rigoletto è soprattutto l’opera del tempo sospeso, con un presagio di sventura che domina l’opera dall’inizio alla fine, nell’attesa di eventi che incombono, dirottando l’attenzione dello spettatore dai fatti reali al mistero di ciò che può accadere. Una tensione che Verdi riuscì a costruire musicalmente in maniera magistrale, a partire dal conciso preludio in do minore: il tema della maledizione, un puro gesto sonoro che prepara magnificamente lo sviluppo dell’intero dramma attraversando la costruzione musicale del libretto. Una tonalità che attraversa tutta l’opera e che tocca tutti i protagonisti, attirandoli nelle sue spire.
Altra novità del libretto è l’uso di poche arie, molti duetti e con il culmine musicale del quartetto in cui la sovrapposizione dei personaggi si sviluppa in una polifonia di mirabile chiarezza, in cui ogni voce conserva la sua individualità. La dimostrazione della forza della musica che entra dentro la parola aggiungendo una dimensione espressiva, trasformandola in un messaggio composito, dove l’autore riesce ad ampliare ed ad evidenziare il significato profondo del testo.
Un’opera che sarà possibile ammirare al Cinema Manzoni di Pontremoli il 16 gennaio alle 20,15 in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Londra. (r.s.)

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