In un piccolo Bambino la grandezza dell’amore di Dio

48Natività_MassaIl Natale è la festa cristiana che più parla al cuore. Ne sono testimonianza le innumerevoli produzioni della pietà dotta e popolare. Poesia e musica sembrano i linguaggi che meglio si intonano col profondo significato di questa solennità: la meno rituale e la più spontanea delle feste.
Un evento, il Natale, che non sembra nascere da un precetto, ma da un bisogno dell’anima in cui la vicinanza del Dio-Bambino ridesta le corde più intime del nostro essere che lì, accanto alla culla di Betlemme, si sente liberato dal segreto tormento della solitudine. In quel Bambino tocchiamo con mano l’amore di un Dio che, per elevarci alla sua altezza, non ha paura di chinarsi sulla nostra umile, povera condizione. “Il Verbo ha assunto la nostra condizione per renderci partecipi della sua”.
Dio entra nella nostra famiglia umana e noi nella sua, divenendo “figli del Figlio”. Ecco il motivo vero della gioia di fronte al presepe. Nella apparente piccolezza di Gesù Bambino avvertiamo il germe della nostra grandezza. Per quanto fragili e pieni di limiti non ci sentiamo più come pulsazioni casuali di una vita impersonale e capricciosa che suscita e cancella le sue scintille, ma sappiamo di essere persone chiamate da Dio per partecipare, in modo ancora oscuro ma reale, alla sua stessa vita.
Un dono immenso che non può essere impedito dalla precarietà della nostra condizione storica. Per questo, seppur poveri cristiani in cammino, celebriamo il Natale come festa di Gesù e come festa dell’uomo che in lui trova la sua vera essenza. Momento culminante del patto di alleanza tra il Padre e le sue creature quando, appunto, l’intesa giunge alla piena comunione, alla fusione: Dio diventa uomo, si fa piccolo per essere cercato, come hanno fatto i pastori nella notte Santa, e trovato sulle orme dei Magi.
Se teniamo lo sguardo fisso alla mangiatoia anche il consumismo sfrenato, che sulla magia del Natale ha costruito il baraccone della sua maggior fiera annuale, non ci deve spaventare. Anzi, lo scambio di semplici doni diviene espressione di quella infinita voglia di donare che Gesù ci ha portato.
Ed allora il Natale 2017 ci riempia di fede per divenire, sulle strade non sempre facili della vita, testimoni di verità, operatori di carità e costruttori di pace.

Ivana Fornesi

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