Legge di Stabilità: segnali positivi sul contrasto alla povertà

Un miglioramento del Reddito di Inclusione 

45parlamentoLa campagna elettorale è praticamente iniziata: non da oggi a dire la verità, però ora, anche con la discussione della Legge di Stabilità, sta entrando nel momento caldo e i partiti sono estremamente attenti all’andamento dei sondaggi elettorali. C’è chi esulta e chi si lecca le ferite, tutti comunque cercano consensi, sperando di poter aumentare le percentuali. In questo contesto si inserisce, appunto, la discussione sulla legge di Stabilità, che segnerà le linee economiche e sociali del prossimo anno.
Tra i temi più significativi c’è la dichiarazione alla lotta alla povertà. Le soluzioni offerte dai partiti sono le più disparate. Si va dal contributo di 80 euro per i neonati, al suo allargamento alle famiglie con anziani malati, all’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro, alla tutela sanitaria gratuita, all’Iva ridotta sul cibo per gli animali… fino al reddito di cittadinanza.
I programmi sono tanti e tutti interessanti, soltanto che non si tiene sempre conto che la coperta è molto corta e che quindi non sempre si sa dove possano essere reperiti i fondi necessari. I dati Istat sono noti: in Italia le persone in povertà assoluta sono 4,6 milioni. È utile chiarire che tale soglia varia da un minimo di 600 euro al mese per chi vive al Sud a oltre 8.000 euro per chi risiede al Nord.
Al di là delle promesse della campagna elettorale per queste persone dal primo dicembre prossimo potranno essere effettuate le domande per accedere al ReI (Reddito d’Inclusione). La quota stanziata dal governo è di 1,85 miliardi e si stima che possano beneficiarne circa 500mila nuclei familiari e 1,8milioni di persone che a luglio del 2018 potrebbero diventare rispettivamente 700mila e 2,5 milioni.
L’Italia arriva in ritardo rispetto al resto d’Europa, ma cerca di recuperare terreno. Il progetto prevede non solo un aiuto economico, ma anche progetti specifici per la ricerca di un lavoro, di un percorso formativo o di cura. Le somme assegnate non sono elevate, ma sono manna per chi arranca ogni giorno per tirare a sera. Le domande potranno essere inoltrate ai Comuni di residenza.
Le quote verranno erogate su una carta di pagamento ogni 27 del mese; con questa si potranno fare acquisti tramite Pos in tutti i supermercati, nelle farmacie e negozi di alimentari, pagare bollette elettriche e del gas negli uffici postali. Possono accedere alla misura le famiglie nelle quali è presente – al momento della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio – un minorenne, oppure una persona con disabilità, una donna in stato in gravidanza o un componente con più di 55 anni e specifici requisiti di disoccupazione.
Potranno accedere al ReI anche i cittadini stranieri dell’Unione Europea ed extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lunga durata. Il limite Isee è di 6.000 euro ed è necessario che ciascun componente del nucleo familiare non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito.
L’obiettivo del contrasto alla povertà è, nelle intenzioni, quello di aiutare la famiglia a uscire dalla condizione di bisogno attraverso l’attivazione di servizi del territorio per l’inserimento nel mondo del lavoro e la cura di eventuali necessità socio-sanitarie. È prevista anche una valutazione del bisogno, della possibilità di occupazione, dell’istruzione, della condizione abitativa per indicare le strade da percorrere. L’intervento non sarà risolutivo, poiché prevede competenze non sempre presenti nei comuni e nelle istituzioni. È un percorso sicuramente lungo, ma perlomeno si tratta dell’avvio di un percorso. Anche se gli stanziamenti non sono adeguati ai bisogni, va rilevato che finalmente qualcosa si è mosso nel contrasto alla povertà. Finora si erano notate soltanto le associazioni di volontariato.

Giovanni Barbieri

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