Ripartire dal lavoro per far ripartire la società

La nostra diocesi alla 48.ma Settimana Sociale di Cagliari 

La delegazione della nostra diocesi alla Settimana Sociale di Cagliari; da sinistra: don Piero Albanesi, Almo Puntoni, Giorgia Tartaglia, Fausto Vannucci
La delegazione della nostra diocesi alla Settimana Sociale di Cagliari; da sinistra: don Piero Albanesi, Almo Puntoni, Giorgia Tartaglia, Fausto Vannucci

Il lavoro libero, come recita il primo degli aggettivi usati da Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, diventato slogan della Settimana Sociale di Cagliari, è quella libertà dalle forme più atroci di sfruttamento, come il caporalato, il lavoro nero per arrivare a tutte quelle condizioni in cui, troppo spesso, la persona deve scendere a compromessi per poter sopravvivere.
Quella del precariato non è infatti solo una tematica, ma è una componente del nostro scenario lavorativo, al cui interno ci sono persone, non solo numeri, ma vite concrete. Anche la nostra diocesi era presente a Cagliari, rappresentata dalla delegazione diocesana composta da Fausto Vannucci, direttore della Pastorale Sociale per il lavoro; Almo Puntoni, direttore di Caritas diocesana; don Piero Albanesi, tutor del Progetto Policoro; Giorgia Tartaglia, animatore di Comunità del Progetto Policoro.
Cagliari_settimana_sociale3Il convegno si è strutturato in quattro intense giornate di lavoro, da giovedì 26 a domenica 29 ottobre, articolate fra diverse modalità: conferenze, attività di confronto e rielaborazione a gruppi, visite ad imprese locali (quelle che sono state definite le “buone pratiche”) la cui esistenza e sopravvivenza nel panorama industriale odierno dimostrano che è possibile affermarsi ponendo attenzione alla persona, prima che al profitto.
La politica italiana è stata rappresentata da Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei Ministri, che ha ascoltato le proposte elaborate dai delegati, dai ministri Claudio De Vincenti (Coesione Territoriale e il Mezzogiorno) e Giuliano Poletti (Lavoro e Politiche sociali) e dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. A conclusione dei lavori, sono state riassunte ed elaborate quattro proposte, presentate e consegnate al premier Gentiloni.
Cagliari_settimana_sociale4Secondo il sociologo Mauro Magatti, segretario del Comitato delle Settimane sociali, ci deve essere “prima di tutto un patto intergenerazionale, se si vuole invertire il declino dell’Italia, creare un ecosistema favorevole a chi il lavoro lo crea, mettersi insieme per produrre nuovi tipi di beni, non solo individuali e privati”.
L’intervento illuminante di Magatti ha voluto far comprendere l’importanza e la distinzione fra i soggetti del mercato: “Nulla contro il consumo, ma l’ordine dei fatti va invertito”, ha detto il sociologo, prima di tutto bisogna produrre valore e solo dopo consumare, produrre un valore comune, che tenga insieme la società, sia nella sua componente materiale che spirituale. Partendo dall’oggi e non dal domani, sta a tutti i cattolici fare in modo che Cagliari sia un punto di partenza nel quotidiano, da cui non si deve arretrare.
Le proposte individuate come prioritarie e necessarie riguardano cose molto concrete, come i Piani individuali di risparmio (PIR), gli appalti, la gestione dell’Iva, la formazione al lavoro; ambiti delle quattro proposte presentate al premier da Sergio Gatti, vicepresidente del Comitato delle Settimane sociali. Fondamentale sarà rimettere il lavoro al centro dei processi formativi, come riporta la prima proposta indirizzata al Governo. L’analisi parte dal presupposto che, per ridurre la disoccupazione giovanile e il fenomeno dei “neet”, vada rafforzata la filiera formativa professionalizzante nel sistema educativo italiano.
La scuola diventa allora fondamentale e deve cercare di dare utili strumenti per un efficace orientamento alla formazione degli studenti, che saranno nuovi e futuri cittadini, che dovranno saper scegliere consapevolmente il loro percorso futuro, conoscere il contesto sociale e politico in cui vivono. Inoltre, occorrerà investire e credere, convogliare i risparmi dei PIR verso quelle piccole imprese che rispondano ad un cambiamento di rotta, dimostrando la nostra coerenza verso quelle imprese che applicano e rispettano i valori fondamentali dell’uomo. La terza proposta prevede l’inserimento di criteri valoriali, che descrivano la “reputazione” dell’impresa, ovvero dei parametri di responsabilità sociale ambientale e fiscale.
L’ultima proposta, ma non di certo per importanza, tratta della rimodulazione delle aliquote Iva, soprattutto per quelle imprese, meritevoli, che producono beni e servizi, rispettando criteri ambientali, sociali e umani, misurabili. Il premier Gentiloni, riprendendo il messaggio del Papa, ha ribadito che i valori fondamentali, base e sostegno della nostra società, hanno bisogno del lavoro per sussistere. La famiglia, la comunità hanno bisogno del lavoro ed ecco perché è fondamentale rimetterlo al centro. Quanto fatto finora, soprattutto a Cagliari, sarà di fondamentale importanza per la costruzione della società di domani.

(G. T.)

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