Non è ancora disinnescata la mina vagante AZGA

Le interpellanze delle minoranze animano il Consiglio. Battaglia ha chiesto lumi sulla liquidazione della società che gestiva l’acquedotto. Da “Open Pontremoli” richiesta di notizie sullo stato del Parco in via M. Giuliani.

 

rubinetto-acquaSono state soprattutto le interpellanze presentate dai consiglieri di minoranza di “Open Pontremoli” e de “L’altra Pontremoli” a portare un po’ di brio nel consiglio di sabato 30 settembre che, in precedenza, aveva visto l’assemblea approvare una serie di norme tecniche legate alle scadenze del bilancio secondo la nuova riforma dell’ordinamento contabile. In particolare, è stata proprio l’ultima, quella presentata dal capogruppo Umberto Battaglia, a rimettere al centro dell’attenzione una tematica scottante, quella della procedura di liquidazione di Azga Nord (la vecchia azienda che gestiva gli acquedotti comunali fino al luglio 2013) da parte di Gaia Spa. Una situazione che si trascina ormai da tempo (la società è stata posta in liquidazione nel dicembre 2010) e che non riesce a vedere la fine nonostante i numerosi tentativi di chiudere la vicenda.

Il vicesindaco ed assessore al bilancio di Pontremoli, Manuel Buttini
Il vicesindaco ed assessore al bilancio di Pontremoli, Manuel Buttini
Il capogruppo Umberto Battaglia
Il capogruppo de “L’Altra Pontremoli”, Umberto Battaglia

In effetti, si tratta di una situazione non semplice visto che Azga (società mista pubblico-privata gestita per il 51% dal Comune e per il 49% dalla ditta romana Acea) ha un buco ingente nei confronti di Acea, circa 1 milione e 600 mila euro, che è stato creato in quasi vent’anni di conduzione dell’acquedotto comunale. Cifra che è caduta sulle spalle di Gaia Spa che, da parte sua, sembra non aver alcuna fretta di chiudere la pratica. Anche se Acea ha postergato (termine usato per indicare che uno o più creditori permettono che il loro debito sia saldato solo dopo l’integrale soddisfazione degli altri debitori) il proprio debito e difficilmente potrà vedere, se non in parte, estinto il proprio credito. Teoricamente il Comune non dovrebbe correre alcun rischio, come ha evidenziato il vicesindaco Manuel Buttini: la società era infatti a capitale protetto, con gli azionisti che rischiavano “solo” il loro fondo sociale. Per il Comune di Pontremoli una cifra pari a circa 110 mila euro, già ampiamente versata nel corso degli anni. Una sicurezza che potrebbe essere comunque messa a rischio da eventuali novità legislative in materia; per questo è importante chiudere la vicenda, come rimarcato dal capogruppo Battaglia. Buttini ha informato che gli agenti liquidatori hanno avuto mandato di concludere al più presto la transazione ma si stanno trovando di fronte la forte opposizione di Gaia. Il consiglio ha quindi redatto ed approvato all’unanimità un documento in cui si impegna la giunta ad adoperarsi (soprattutto facendo pressione politica) per smuovere la situazione. Resta una domanda a proposito di Gaia: dov’è finito il referendum consultivo per l’uscita dalla società annunciato dal sindaco in campagna elettorale (doveva essere effettuato in concomitanza con il referendum sulla riforma costituzionale) e ribadito anche dal vicesindaco Buttini, che dopo il “buco” del 4 dicembre aveva comunque assicurato che si sarebbe fatto entro la scorsa primavera?

La consigliera comunale di "OpenPontremoli" Elisabetta Sordi
La consigliera comunale di “OpenPontremoli” Elisabetta Sordi
L'assessore al commercio e all'urbanistica di Pontremoli, Michele Lecchini
L’assessore al commercio e all’urbanistica di Pontremoli, Michele Lecchini

In precedenza il gruppo “Open Pontremoli” aveva presentato due interpellanze: una sulla situazione del parco giochi che si trova tra via Sannio e via M. Giuliani e l’altra sulla chiusura del Palazzetto dello Sport in via Martiri. Sulla prima questione la consigliera Elisabetta Sordi portava avanti anche le istanze dei cittadini che durante il periodo estivo si erano lamentati della sporcizia che veniva lasciata nel parco, chiedendo di provvedere alla chiusura del sito durante la notte. L’assessore Michele Lecchini ha risposto sostenendo che l’amministrazione da subito si è adoperata per pulire e controllare la situazione e che in futuro si penserà a sostituire i giochi ormai obsoleti e danneggiati. Nello stesso tempo, però, ha evidenziato come troppo spesso ci si aspetti la pulizia da parte dell’amministrazione quando, quasi sempre, sono gli stessi cittadini a sporcare e a danneggiare le strutture pubbliche. Mentre il vicesindaco Buttini ha rassicurato sulla pronta “ripartenza” dell’impianto sportivo che è rimasto chiuso per i contemporanei lavori all’istituto “Tifoni”. (r.s.)

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