Rispetto per la donna, rispetto per la vita

violenza_sulle_donneParlare di sconforto non rende bene l’idea del sentimento che si prova a fronte di tante notizie di quelli che oggi vengono definiti “femminicidi”: uccisioni di donne da parte di uomini che per un certo periodo della vita sono stati fidanzati, sposi, compagni delle vittime.
Fintanto che i fatti non sono esplosi nella loro drammaticità il termine usato per indicare le cause di tali gesti era “gelosia”; oggi anche questo è cambiato e si parla di un errato concetto del rapporto uomo-donna. Anche facendo la tara dell’impatto che i mezzi di informazione oggigiorno riescono a creare andando a selezionare le notizie di un certo genere, senz’altro il fenomeno ha toccato numeri inquietanti.
Difficile non fare del moralismo in proposito: è fuori di dubbio che l’esplosione delle tante forme di rapporto oggi esistenti tra un uomo e una donna possa avere un’influenza negativa sulla loro qualità. Ma è altrettanto certo che la prevaricazione dell’uomo sulla donna – fosse anche psicologica piuttosto che fisica – non nasce in questa società “liquida”, dove è diventato sempre più difficile riuscire a distinguere il bene assoluto dal benessere e dalla soddisfazione personali. Una psicologa intervistata da un Tg ha posto l’accento su di un fatto che più volte ci è balzato alla mente, pur essendo privi di preparazione specifica.
Che motivo c’è per cui i mezzi di informazione – quello per eccellenza, la televisione, soprattutto – debbano riportare certe notizie in modo ossessivo, con dovizia di particolari, con le foto dei protagonisti? Lo spirito di emulazione non si scopre oggi, ma oltre a questo, come si può non pensare che il bombardamento mediatico possa favorire l’affermarsi di certi atteggiamenti? Inutile precisare che la responsabilità prima è di chi giunge a certi limiti estremi.
Non riuscire a cogliere l’esistenza di un limite nell’esclusività di un rapporto è responsabilità personale che non può essere trasferita su altri. Questo limite, piaccia o non piaccia, è rappresentato dalla libera volontà dell’individuo che, così come ha accettato di unirsi, allo stesso modo può decidere di rendersi libero senza per questo mettere a repentaglio la propria vita. Se manca l’accettazione di queste regole tutto può accadere e, purtroppo, è già accaduto troppe volte.

Antonio Ricci

Condividi

Scrivi un commento