Da Mattarella un forte richiamo alle responsabilità della politica

Politica: problemi ed emergenze non vanno in vacanza

mattarellaIn un clima politico che è tornato ad un allegro “tutti contro tutti” (suscettibile di un assurdo sviluppo nel senso del “tutti con tutti”), favorito dalla deriva proporzionale che ha caratterizzato il dibattito sulla legge elettorale nelle ultime settimane, può servire da ristoro riprendere alcune riflessioni esposte dal presidente Mattarella in occasione della cerimonia per la consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare. D’altro canto, lo spettacolo offerto dalla rassegna parlamentare dei Tg è a dir poco deprimente: da un giorno all’altro sono riemersi e sono tornati a pontificare personaggi che si credevano accantonati in via definitiva (ma si sa: di definitivo in politica non c’è niente).
Come vergini al primo appuntamento, hanno ripreso a tracciare le linee di future alleanze nelle quali includere o escludere amici e avversari, a snocciolare le cose di cui l’Italia avrebbe bisogno e che essi attuerebbero se dovessero governare (fingendo di dimenticare che al governo ci sono stati e a lungo!), ad elencare soluzioni ai problemi che solo i ciechi possono non vedere. Ecco perché un po’ di refrigerio in questa estate tropicale può giungere dalle parole di chi sa indicare alcuni scogli che la politica italiana deve cercare di evitare nei mesi che ci separeranno dalla scadenza naturale della legislatura.
Della necessità di un governo dotato di un forte sostegno politico, d’altra parte, si ha una conferma proprio in questi giorni con il caso dei cantieri di Saint Nazaire. Senza entrare nella questione, non si può comunque negare l’importanza di una leadership forte per Paesi come l’Italia e la Francia: solo presentandosi ai tavoli delle trattative con la dovuta autorevolezza si può sperare di ottenere risultati positivi, le alternative sono solo le sconfitte umilianti o, nella migliore delle ipotesi, la speranza di limitare i danni.

“Occorre far di tutto perché la politica non si esaurisca nella propaganda” ha auspicato il presidente della Repubblica. Manovra finanziaria e nuova legge elettorale gli argomenti cruciali di fine legislatura

Molto opportunamente, quindi, Mattarella ha parlato ai giornalisti – perché i politici intendessero – di due argomenti cruciali che metteranno alla prova il sistema Italia già dal mese di settembre: la manovra finanziaria e la legge che dovrà regolare la tornata elettorale del 2018 (posto che la scadenza venga rispettata). Su entrambi gli argomenti dovrà misurarsi il senso di responsabilità delle forze politiche: “Occorre far di tutto perché la politica non si esaurisca nella propaganda”, ha auspicato.
Riguardo alla manovra finanziaria, il presidente della Repubblica è partito dalla constatazione che “abbiamo una situazione economica in crescita” e “le previsioni sono positive”. Per questo motivo “è necessario accompagnare questa ripresa per consentirle di consolidarsi e per assicurare la possibilità di recuperare progressivamente le ferite sociali che la crisi degli anni passati ha inferto nel nostro Paese e per assicurare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro”, avendo ben presente che “la manovra finanziaria d’autunno e la legge di stabilità costituiscono e costituiranno un passaggio fondamentale per trovare appieno la fiducia dei mercati”.
Altrettanto cruciale sarà il modo in cui verrà affrontato e risolto il nodo della legge elettorale. Pur non andando a fondo sull’argomento “perché la parola è al Parlamento”, Mattarella ha ricordato di aver più volte richiamato il dovere delle Camere “rispetto alla centralità e alla grande delicatezza delle regole elettorali”. Si è detto rammaricato per il venir meno “della prospettiva di un metodo di larghe intese parlamentari sulle regole che devono essere comuni” e ha evidenziato il fatto che “rimangono tuttora nelle norme vigenti, frutto soltanto parzialmente delle scelte del Parlamento, disomogeneità e lacune”. Fermo restando il fatto che è più facile descrivere situazioni che indicare soluzioni, ci sembra che in quanto detto dal presidente, con buona volontà si possano cogliere elementi su cui fondare scelte positive per il Paese.

Antonio Ricci

 

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