La Filattierese si salva soffrendo e il Monzone è beffato nel finale

I due eventi di domenica, dai significati decisamente differenti, non lasciano spazio per speranze residue di migliorare la stagione che, in pratica, si chiude con un nulla di fatto. La Filattierese soffre con il Pisa Sporting Club ma nella ripresa affonda il colpo per sospirare solo nei minuti finali. Prova superba del Monzone alla ricerca di una chanche per passare di categoria, è beffato però nel finale da un rigore che i più non hanno visto e pesantemente contestato dai fivizzanesi.

I sostenitori della Filattierese festeggiano sugli spalti per la salvezza
I sostenitori della Filattierese festeggiano sugli spalti per la salvezza

Il “sic erat in votis!” sul quale facevano affidamento per cercare di dare un senso concreto alla stagione calcistica appena conclusa, si è realizzato solo parzialmente perché alla fine, mentre gongoliamo per la salvezza della Filattierese che la scampa nella seconda battaglia dei play out, sull’altro fronte vediamo sfumare immeritatamente la rincorsa del Monzone all’unica prospettiva positiva che ci restava per non chiudere con un bilancio completamente deficitario, almeno in termini di risultati effettuali. E già!, perché una volta di più vediamo il tempo passare senza condirsi di quelle attese che sorreggono per un lunghissimo frangente l’intera vicenda nostrana, per cui non solo non ne ricaviamo una qualche gratifica, ma incameriamo una retrocessione, quella della Palleronese, certo scritta da subito, ma comunque amara perché riporta in Terza una formazione con una sua storia importante che meriterebbe ben altre platee che non l’ultimo scalino del panorama.

Network EMILIAForse, però, non sono più discorsi da fare, perché se ci guardiamo intorno, il quadro non è solo mortificante, ma dice che le nostre ancora al pezzo ai diversi livelli hanno tutte un passato brillante, almeno per le nostre pretese, ma alla lunga non ci resta che prendere atto che puntare in alto non ci è proprio congeniale ed anzi, se prestiamo la dovuta attenzione, non riusciamo neppure più a raccogliere qualcosa di importante anche laddove in qualche modo siamo in grado di recitare un qualche ruolo d’effetto. Che è poi quello che è successo al Monzone indiscusso protagonista della Seconda categoria insieme a FilVilla, Tirrenia e Torrelaghese, a lungo in vetta al punto da fare pensare ad una vittoria anticipata del torneo, calato proditoriamente nel momento caldo della stagione, per ritrovarsi nella bagarre finale con quella grinta e quella efficacia che l’hanno fatto bello per frangenti davvero lunghi. Invece, dopo avere pregustato la possibilità di andare agli spareggi regionali per il salto di qualità si è visto beffare nel finale della ripresa per un rigore regalato alla Torrelaghese a soli tre minuti dal termine che è servito ai versiliesi di ritrovare quel pari che bastava loro per passare il turno visto il miglior piazzamento in campionato. A nulla, infatti, sono serviti i tempi supplementari perché i fivizzanesi, innervositi dalla decisione contestatissima del direttore di gara, si sono smarriti senza riuscire a ritrovare la vena che aveva permesso loro di rimontare il vantaggio iniziale della Torrelaghese. Parlare di beffa è quasi un eufemismo, ma non tanto per la mancata qualificazione, quanto piuttosto per come si sono andate a chiudere le vicende del torneo che ha premiato prima il Tirrenia, uscito fuori dopo tante incertezze al momento giusto e, poi, la Torrelaghese, lasciando così le due nostre, dopo quanto profuso, con le pive nel sacco. Inutile ribadire che non ci avanzava altro e vedere sfumare un sogno, anche senza precise prospettive, come già verificato, lascia ben più di un po’ di amaro in bocca e ci fa capire una volta di più che questo è il livello del quale ci dobbiamo accontentare per i motivi più diversi, non ultimo il fatto che probabilmente contiamo sempre meno nel panorama organizzativo e alla fine la beffa diventa quasi parte integrante del sistema. Così, eccoci ad eccitarci per avere evitato una delusione ancora più cocente, quella di vedere retrocedere un’altra delle nostre in quella specie di carnevale che è diventata la Terza categoria, nella quale da tempo a fare festa sono sole le squadre della Versilia, mentre le nostre sembrano sempre più nella condizione ineliminabile di sparring partners buttati allo sbaraglio senza una qualche minima speranza di aspirare a qualcosa di importante.

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La festa dei supporter della Filattierese nelle vie del centro storico con il sindaco Annalisa Folloni.

Allora, la vicenda della Filattierese, che riesce a salvarsi dopo avere disputato un ritorno da prima in classifica, condisce la scarna mensa di qualcosa di succulento, proprio perché non abbiamo di meglio di cui cibarci. Il fatto in sé, comunque è degno di essere celebrato, proprio per come ottenuto, passando cioè attraverso un sofferenza indicibile le cui tappe probabilmente non riuscivano a convincere nessuno, escluso noi forse, che alla fine si potesse ottenere quello che sulla carta era praticamente impossibile. Tra le stupore generale, invece, i verdeoro di Centofanti hanno continuato a crescere mettendo un tassello sopra l’altro per riuscire a colmare un gap incredibile che solo una mente farneticante avrebbe potuto sperare di rattoppare. In concreto, mentre negli altri tornei succedeva ben poco, anzi si vedevano sfumare i sogni l’uno dopo l’altro, la storia della Filattierese riusciva a tenere desta l’attenzione anche dei più scettici, per cui tra lo stupore generale prima l’aggancio con il Pisa SC, poi il sorpasso, infine il rientro nella fascia che concedeva la possibilità di giocarsi nella battaglia dei play out una salvezza insperata. Quanto successo è storia recente con la sconfitta di misura in casa del Lucca Centro quando l’esito finale avrebbe dovuto essere ben altro, infine la vittoria sul Pisa SC che dovrebbe avere risolto il dilemma della permanenza in categoria, anche se qualche dubbio avanza su come sono stati impostati proprio i play out, a nostro avviso decisamente rocamboleschi e sui quali aspettiamo chiarimenti anche se per il momento ci accontentiamo di quanto passa il convento. Proprio crogiolandoci nel dubbio che ci rimane dentro, chiudiamo per il momento l’evento cronachistico della stagione perché proprio non ci resta più nulla da raccontare. E chiaro, però, che non potremo fermarci ai semplici dati di fatto, quasi fossimo soltanto pedissequi schiavi dei numeri, ma vorremmo riservarci la soddisfazione di fare un’analisi puntuale di quanto accaduto e soprattutto sui significati reconditi delle diverse vicende, altrimenti che gusto ci sarebbe raccontare tanto senza che alla fine ci venga concesso di esporre quello che ci è venuto frullando nella testa per tanto tempo. Come deve essere chiaro che qualunque forma di commento andremo a concretizzare, l’obiettivo resta quello di mettere su carta quanto vorremmo poter ipotizzare per il futuro, consapevoli che a volte una bacchettata in più si fa stimolo per suscitare quelle reazioni che, alla lunga, restano il sale per condire remissioni ed ambizioni, spesso riuscendo a rivoltare la frittata. è successo in passato e succederà ancora, non certo per il valore delle cose che andremo a dire quanto per le reazioni che una critica anche banale ed insulsa riesce a suscitare in chi sa di avere la coda di paglia e, quindi, è nella necessità di reagire per qualsiasi stupidaggine. Solo il tempo per fare sbollire delusioni ed eccitazione e, poi, vedremo come ribaltare la situazione dando il dovuto a chi lo merita, che è poi la logica della verità. Luciano Bertocchi 

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