Incontro pubblico a Carrara: perché andare a scavare a Qumran

Chiara Mariotti, lunigianese e insegnante di religione al “Fiorillo” e al “Montessori”, ha raccontato la recente campagna archeologica alla quale ha partecipato nella località vicina al Mar Morto. L’iniziativa era organizzata dalla Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale

qumran_CarraraGrande partecipazione all’incontro pubblico sui recenti scavi archeologici a Qumran, organizzato dalla Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale (SDFTP), sabato scorso 6 maggio nella sala di rappresentanza del Palazzo comunale di Carrara.
Dal 9 al 19 marzo la prof. Chiara Mariotti, 39 anni, lunigianese, insegnante di religione all’Istituto “Fiorillo Einaudi” e al “Montessori” di Carrara, e docente presso la Scuola teologica, ha partecipato a questa straordinaria esperienza, assieme ad un team di studiosi ed esperti a livello internazionale, grazie all’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche della Facoltà Teologica di Lugano e l’Università della Svizzera Italiana.
A Qumran, località vicina al Mar Morto, esiste un complesso di grotte e falesie, dove furono scoperti da alcuni beduini i resti di circa 30 manoscritti, alcuni tra i meglio conservati: il rotolo dei Salmi, il rotolo del Tempio, il Paleo Levitico, risalenti al I secolo d.C. A parte i manoscritti, gli altri materiali archeologici trovati recentemente negli scavi della grotta 11Q sono stati fino ad oggi inediti. Dopo il saluto di Carlo Boni, presidente della Commissione Sociale, che ha portato il benvenuto dell’Amministrazione Comunale, don Alessandro Biancalani, vicepreside della SDFTP, ha introdotto i lavori.
In prima battuta, è intervenuto don Pietro Pratolongo, preside della Scuola, che ha parlato delle caratteristiche della comunità degli Esseni, di come fossero una parte della “galassia” del popolo ebraico nel I secolo d.C. A Qumran infatti c’è il più importante ritrovamento di manoscritti antichi riguardante la Bibbia e la letteratura religiosa giudaica. Questo luogo rappresenta una finestra di dialogo con l’ultimo tempo di redazione dell’Antico Testamento e l’inizio del Nuovo e testimonia l’esperienza di quella comunità che ha fatto della letteratura religiosa il suo più grande tesoro. Ad un certo punto, ha spiegato il preside, il mondo degli Esseni però si ritira dal blocco templare di Gerusalemme per andare nel deserto, luogo ideale secondo la più autentica spiritualità ebraica, tanto che anche nella Città Santa c’era un quartiere esseno, dove era situato il Cenacolo di Gesù.
La prof. Mariotti ha invece raccontato le vicende che l’hanno condotta a partecipare a questa straordinaria campagna di scavo, assieme ad un gruppo internazionale di studiosi ed esperti, sotto la guida del prof. Marcello Fidanzio e dell’archeologo di fama mondiale, il prof. Dan Bahat. In particolare ha parlato della scoperta di una ulteriore camera adiacente alla grotta 11Q, fino ad ora sconosciuta. Ha infine portato il suo racconto diretto dello scavo, spiegando come sia stato possibile ricostruire in maniera definitiva la pianta, la stratigrafia e il setaccio della 11Q.
Una testimonianza diretta e un racconto appassionato dello scavo, che ha ricostruito le vicende di uno dei luoghi più suggestivi del Medio Oriente e del mondo antico. Un’esperienza entusiasmante di studio e di ricerca, in un sito archeologico tra i più interessanti dell’antichità che ha suscitato grande curiosità e interesse nel numeroso pubblico presente.

(df)

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