La Via Crucis a Massa: solo dove sono sepolcri, sono possibili resurrezioni”

Si è svolta venerdì sera la Via Crucis diocesana al Castello Malaspina

15via_crucis_artisti_vescovo_diocesiValeria, Anna, Domenico, Martino, Diego, Simone, Matteo. Sono i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara che hanno realizzato le sculture per la Via Crucis diocesana al Castello Malaspina di Massa, celebrata nella sera di venerdì 7 aprile.
Dopo il teatro, la poesia e la pittura, quest’anno i manufatti dei giovani scultori hanno aiutato i presenti ad entrare nel mistero della passione, morte e resurrezione del Signore, per la quarta edizione della “Via Crucis” al Castello.
“Chi non ha croci, chi non ha difficoltà? – ha esordito il vescovo Giovanni introducendo il percorso – Siamo tutti esperti di croci e allora proviamo a diventare esperti di resurrezione, come veri discepoli del Signore Gesù”. Il mondo vive l’ennesima notte di sgomento, a seguito delle notizie giunte nel primo pomeriggio da Stoccolma, dove la violenza e la morte sono salite ancora una volta alla ribalta delle cronache, dopo i fatti di Nizza, Berlino e Londra.
“Nel suo Vangelo – ha detto il Vescovo – Gesù suggerisce un modo nuovo di vivere, testimoniando vie di riconciliazione e di pace: stasera lo seguiamo nell’atto ultimo della sua vita”. Il cammino della “Via Crucis” è stato “scandito” da sette sculture e dal relativo commento a sette stazioni, a cura di don Fernaldo Flori, sacerdote di Pienza, scomparso nel 1996, vicino all’ambiente culturale e umano di personaggi come Carlo Bo e Mario Luzi.
resurrezione_rectoParole forti, dense di significato, che accompagnano i racconti del Vangelo della Passione che ogni anno ascoltiamo, ma di cui ogni volta di più cerchiamo di coglierne un particolare, un dettaglio che possa risvegliare la coscienza. “Tu hai riassunto in te tutte le agonie, hai ricapitolato in te tutti gli errori, ti sei calato a picco nella paura…”, dice il commento alla stazione del Getsemani. E dopo: “Ti vedo, o Cristo, piegato ad arco sulle spalle pietose, ma non c’è vento, né brezza per te, tra i rami della Croce», nella stazione della Deposizione. Infine, di fronte alla scultura della Resurrezione: “Tu sei il primogenito della morte ed essa ti ha dato alla luce, ti ha consegnato alla luce, ti ha offerto alla luce. Questa seconda tua Madre”.
Dopo l’ultima stazione, il Vescovo ha lasciato un messaggio, riprendendo un’omelia di don Tonino Bello: “La tua croce, anche se durasse una vita, è sempre ‘collocazione provvisoria’, il calvario non è zona residenziale”.
Al termine del percorso, mons. Santucci ha voluto esprimere la gratitudine ai giovani scultori per il lavoro svolto, impegnandosi di persona per la fusione in bronzo delle opere, realizzate in modo provvisorio per la “Via Crucis”; un ringraziamento è stato rivolto anche al Comune di Massa e all’Istituto Valorizzazione Castelli, nonché alla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana.
La sacra rappresentazione è stata realizzata grazie all’impegno dell’Ufficio Cultura e dell’Ufficio Liturgico della Diocesi, mentre la regia è stata di don Luca Franceschini. Gli interventi musicali sono stati eseguiti dal Coro della Cattedrale, diretto dal maestro Renato Bruschi; i lettori sono stati Fabio Cristiani e Alessandra Evangelisti.

(df)

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