Gianluca Martini: l’asso del motocross di Casola

Due volte campione italiano di motocross. Una volta quinto e due volte sesto ai mondiali. Corre per la Suzuki ma non dimentica mai l’officina di papà Sauro da cui tutto ha avuto inizio

Gianluca Martini in gara con la Kawasaki
Gianluca Martini in gara con la Kawasaki

Incontro Gianluca Martini nell’officina meccanica del babbo Sauro: una fucina in piena attività dove l’abilità dell’uomo sa intervenire in ogni aspetto della meccanica: smontare pezzi, ripararli, pulirli, saldarli, tornirli e risistemarli per la sicurezza dell’utente. Padre e figlio si muovono in armonica sintonia, che manifesta la volontà di metter a frutto le proprie abilità spinti anche dal sogno di esser protagonisti nella vita. Oggi Gianluca, classe 1990, viene definito “guerriero” dalle riviste specializzate in sport estremi con la moto e su vari siti internet si possono ammirare le foto che lo ritraggono in affascinanti e spettacolari prestazioni agonistiche. Ma tutto nasce qui, nel prato vicino all’officina dove agli inizi degli anni duemila era stato creato un circuito da cross amatoriale, sul quale si esercitava questo giovane adolescente con l’ambizione di imparare a correre e a vincere. Prove su prove, piroette, cadute, sopportazione del dolore, esercizio continuo per rafforzare polsi, braccia, spalle e schiena ed abituare il cuore a sopportare sollecitazioni fuori dalla norma. Le prime gare amatoriali giovanili, le prime vittorie, trasferte sempre più lontane ed impegnative accompagnato da almeno uno dei genitori su un furgone attrezzato per il trasporto della moto e spesso anche per riposarsi. Uno sport che richiede impegno di soldi, di sacrifici e di tempo di tutta la famiglia: “Per un figlio si è disposti ad ogni sacrificio, pur di vederlo realizzato e felice”. Gianluca si impegna con tutta la passione che caratterizza i grandi sportivi accettando sconfitte, confronti di gara all’ultima sgommata, i piazzamenti e le vittorie.

Sul podio a Viverone Biella
Sul podio a Viverone Biella

Dal 2000 al 2010 si cimenta nelle varie categorie giovanili e amatoriali a gareggiare nel motocross confrontandosi con sportivi già affermati fino a diventare campione italiano nel 2005 e a ripetersi nel 2008. La sua professionalità aumenta e si cimenta nell’enduro a tempo cronometrato gareggiando con la moto da gara Beta di fabbricazione italiana e toscana nel campionato europeo 2012 e 2013 che vede partecipare le seguenti nazioni: Italia, Francia, Slovacchia, Lettonia, Spagna. Nel 2014 entra nella scuderia della Yamaha e partecipa al campionato mondiale inserendosi nella top ten (precisamente al sesto posto), bissando il risultato anche l’anno successivo. Nel 2016 corre per la Kawasaki migliorando di una posizione giungendo al quinto posto. Nel 2017 è stato ingaggiato dalla Suzuki con la quale ha già gareggiato con successo in Sicilia a Castonaci e a Lignano Sabbiadoro e a Viverone (provincia di Biella) dove ha ottenuto un ottimo secondo posto ; in preparazione del mondiale (si è già tenuta la prima prova) di categoria a Puerto Lumbreras in Spagna. Nel tempo libero, si fa per dire, aiuta il babbo in officina.

In gara 2 La riflessione che sorge spontanea è: come portare a frutto per il territorio una risorsa di capacità, di competenze, che Gianluca ha acquisito in questi anni? Dalle sue parole si intuisce il desiderio di valorizzare quanto appreso in questi anni e trasmetterlo ad altri. Rivolgo un appello all’Amministrazione di Casola perché prenda in considerazione ed elabori un progetto per identificare un’area da dedicare ad attività sportive, nella quale inserire un circuito prova da motocross con l’augurio che diventi un giorno anche sede di gare nazionali ed internazionali. Chi conosce il mestiere, la struttura del campo da gara, le regole di attuazione e di manutenzione, le norme di comportamento, vive già sul nostro territorio, come si dice è a chilometro zero. Ogni difficoltà burocratica è superabile con un valido progetto. Le aree? Mi permetto di indicarne un paio: il promontorio della Piana sopra Reusa oppure la radura che circonda e sovrasta i ruderi del convento di Codiponte. Un’opportunità che potrebbe esser veramente un polo di attrazione sportiva e turistica per rilanciare il territorio di Casola. Corrado Leoni

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